MarchésRiservato agli abbonati Jun 26, 2026 at 23:0410Aggiungi ai preferiti

Il metallo rifugio chiude giugno in calo del 3,5% sulla settimana, scendendo nuovamente sotto la soglia simbolica dei 4.000 $. Non è una capitolazione: è il ritorno in auge dei tassi reali positivi.
L'oro spot chiude la settimana del 26 giugno 2026 intorno a 4.000-4.010 $/oz, recuperando questa soglia simbolica nella seduta di venerdì dopo essere sceso sotto i 3.970 $ il 25 giugno. Il calo settimanale rimane significativo: -3,5% su cinque sedute. All'inizio di giugno, il metallo flirtava ancora con i 4.100 $. In un mese, il contesto macro è cambiato.
Due meccanismi concomitanti pesano sull'oro. Primo: il costo opportunità. Con il 10 anni americano al 4,70% e i TIPS 10 anni sopra il 2% reale, detenere oro – un asset senza rendimento – costa. Il PCE core al +4,0% non lascia alcun margine alla Fed Warsh per allentare: il mercato integra uno scenario di "hold" fino a fine anno, se non addirittura un ulteriore rialzo. Secondo meccanismo: il dollaro. La correlazione oro/DXY rimane fortemente negativa (-0,75 su 12 mesi). Il DXY ai massimi da 13 mesi comprime meccanicamente il prezzo espresso in biglietti verdi. I riscatti netti degli ETF confermano che la domanda finanziaria si sta esaurendo, anche se le banche centrali dei mercati emergenti (Cina, India) mantengono un pavimento fisico.
In un contesto di tassi reali positivi, un'esposizione all'oro del 5-8% è difensiva, non strategica. Le miniere (Newmont, Barrick) offrono una leva operativa ma amplificano la volatilità del sottostante. Il rapporto oro/rame merita di essere monitorato: indica se si tratta di un segnale macro globale o di un fenomeno puramente legato al dollaro.
Uno shock geopolitico (Medio Oriente, Taiwan) può innescare un immediato rally di rifugio, ignorando i fondamentali. Gli acquisti delle banche centrali dei BRICS in yuan rimangono una variabile opaca: se il loro ritmo accelera, il pavimento si sposta al rialzo. Il consenso "oro debole se Fed hawkish" è già stato smentito nel 2023.
Les achats en yuan par la PBoC et la RBI ont atteint 120 tonnes au T2 2026, soit 30 % des réserves mondiales déclarées. Ces flux échappent partiellement aux statistiques du World Gold Council, car libellés hors USD. Un accord tacite pour contourner le dollar ?
Gli acquisti in yuan da parte della PBoC e della RBI hanno raggiunto le 120 tonnellate nel T2 2026, pari al 30% delle riserve mondiali dichiarate. Questi flussi sfuggono parzialmente alle statistiche del World Gold Council, poiché espressi al di fuori dell'USD. Un accordo tacito per aggirare il dollaro?
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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黄金跌破4000美元背后是全球流动性收紧的信号,但美元强势周期能持续多久?真实利率上行的逻辑终将面临央行政策转向的考验。
Gold’s dip feels like a classic case of TINA fatigue-cash is king again when yields pop. Still, not writing it off yet.
3.5% dip? Try 12% YTD while the S&P laughs at 16%. Refuge my arse.
À mon époque, l’or oscillait entre 300 et 800 $ sans que personne ne s’affole. Les taux réels, on les connaissait par cœur, pas besoin de Reddit pour comprendre.
Gold’s dip is just math-positive real rates crush non-yielding assets. What’s the second-order play here?
Les taux réels positifs, nouveau buzzword pour justifier l’effondrement des rêves dorés. L’histoire se répète, les gogos trinquent.
Real rates matter, but gold's 1970s rebound came after 5%+ yields-what's the catalyst now?
4000$ als 'symbolisch' zu bezeichnen ist fast schon charmant - als ob der Markt nicht längst weiß, dass Gold nur so lange glänzt, bis die Fed die Zinsen wieder dreht.
1980, 2011, 2020... Les taux réels positifs ont toujours eu raison de l'or. La mémoire courte des bulls est leur pire ennemie.
À 68 ans, je vois encore des investisseurs oublier que l'or ne produit rien. Les taux réels positifs, eux, rappellent cette réalité cruelle.
Si los rendimientos reales suben, el oro pierde atractivo como activo no rentable. Datos de la Fed lo confirman, no es casualidad.
Post-Fed di Powell: Kevin Warsh e la nuova era monetaria