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Il 90% delle banche centrali intervistate cita la copertura inflazionistica, la performance a lungo termine e la diversificazione al di fuori del dollaro come ragioni dei loro acquisti di oro. Un ancoraggio strutturale, non ciclico.
Il Central Bank Gold Reserves Survey pubblicato all'inizio di luglio dal World Gold Council (WGC) rivela che il 90% delle banche centrali intervistate cita la copertura contro l'inflazione, la performance a lungo termine e la diversificazione al di fuori del dollaro come ragioni principali dei loro acquisti. Una cifra in aumento rispetto alle edizioni recenti del sondaggio, coerente con un ciclo di accumulo ininterrotto dalla guerra in Ucraina e dal congelamento delle riserve russe.
Prezzo spot al 4 luglio 2026: ~4.050 $/oz su Comex. Acquisti netti delle banche centrali: ~290 tonnellate nel T1 2026 (WGC), su una traiettoria annuale che supera le 1.000 tonnellate per il quarto anno consecutivo. Cina, Turchia, India e Polonia rimangono i principali acquirenti dichiarati. Quota dell'oro nelle riserve ufficiali mondiali: ~22%, contro ~11% nel 2015 (BIS), riflettendo un lento ma misurabile cambiamento nella composizione delle riserve.
Il meccanismo è strutturale, non ciclico. Dal 2022, le banche centrali del Sud globale diversificano al di fuori del dollaro per proteggersi da un'arma monetaria. La ricostituzione del bilancio 2026 negli Stati Uniti, la pressione politica della Casa Bianca sui governatori della Fed ([fil fed-warsh-post-powell](fil fed-warsh-post-powell)) e l'incertezza sulla credibilità anti-inflazione della Federal Reserve prolungano la tesi. A differenza del 2011, l'accumulo attuale non riflette una paura inflazionistica momentanea, ma un dubbio istituzionale a lungo termine sull'ancora rappresentata dal dollaro.
Componente difensiva strutturale: ~5-10% del portafoglio in oro fisico o ETC a basse commissioni rimane uno standard. I miner quotati offrono un beta più elevato, ma restano esposti al costo energetico e alla fiscalità delle giurisdizioni minerarie. Prudenza nel non sovrappesare su una traiettoria già tesa.
Concentrazione dei flussi su poche banche centrali opache: la PBOC pubblica solo trimestralmente e probabilmente sottostima le sue posizioni fisiche. Una disputa commerciale Cina-India sui metalli critici potrebbe innescare vendite tattiche di oro come collaterale di aggiustamento. Il sondaggio WGC si basa su un panel volontario – possibile bias di selezione.
- Rapporto WGC T2 2026 (fine luglio).
- Riunione FOMC 29-30 luglio: tono Warsh sulla credibilità anti-inflazione.
- Pubblicazioni delle riserve PBOC di luglio.
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Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
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90% is a strong signal, but let’s be real-if every CB starts dumping dollars for gold, who’s left holding the bag when liquidity dries up?
Si l’or est si sûr, pourquoi les banques centrales gardent-elles encore 60% de leurs réserves en dollars ? Le vrai test, c’est quand la musique s’arrête.
Weil der Dollar trotz allem noch der liquide Marktplatz ist - aber frag dich mal, wie viele Tonnen Gold die Chinesen seit 2008 heimlich gekauft haben, während sie öffentlich den Dollar lobten.
90% zegt veel, maar hoeveel ton per bank? Een paar extra kilo’s in de kluis van De Nederlandsche verandert niks aan de markt.
90% des banques centrales, ok, mais est-ce que ça se traduit vraiment par une hausse des prix pour le petit épargnant ?
Inflation hedge? Maybe. But if the dollar collapses, gold’s not exactly going to be liquid for most people.
If central banks are loading up on gold as an inflation hedge, why aren’t we seeing more retail banks pushing gold-backed products for regular folks?
Post-Fed di Powell: Kevin Warsh e la nuova era monetaria